{"id":153,"date":"2015-04-03T21:43:34","date_gmt":"2015-04-03T19:43:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/?p=153"},"modified":"2015-04-04T19:54:56","modified_gmt":"2015-04-04T17:54:56","slug":"publish-or-perish-universita-e-metrica-del-merito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/2015\/04\/03\/publish-or-perish-universita-e-metrica-del-merito\/","title":{"rendered":"publish or perish: universit\u00e0 e metrica del merito"},"content":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa esce su <a title=\"articolo di Maurizio di Fazio sull'esperienza di Matteo Fini\" href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/attualita\/2015\/03\/09\/news\/universita-altro-che-merito-e-tutto-truccato-vi-racconto-come-funziona-dietro-la-cattedra-1.202894\" target=\"_blank\">l&#8217;Espresso<\/a> l&#8217;ennesimo articolo choc &#8211; s\u00ec, si pu\u00f2 scrivere anche cos\u00ec &#8211; sul sistema baronale dell&#8217;universit\u00e0. In questo caso la vittima \u00e8 un ricercatore dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano, Matteo Fini.<\/p>\n<p>La storia \u00e8 tristemente nota. Il ricercatore che studia, quello bravo, che ha un&#8217;autostrada davanti a s\u00e9, che pu\u00f2 farcela &#8220;da solo&#8221;, dominando come un <em>surfer<\/em> le pieghe di un sistema che una volta conosciuto pu\u00f2 essere gestito, col quale si deve scendere a compromessi ma che poi&#8230; ops&#8230; lo tradisce .<\/p>\n<p>Pluf. Il <em>surfer<\/em> cade dalla tavola, non affoga, non \u00e8 un eroe, non \u00e8 nessuno. Neppure gli squali lo attaccano, distratti da quello nuovo&#8230; da quello che&#8230; &#8220;guarda come va bene su quell&#8217;onda&#8230; cavolo questo s\u00ec che andr\u00e0 lontano&#8221;.<\/p>\n<p>Il libro denuncia \u00e8 l&#8217;ultimo grido, disperato, quello di chi ha perso tutto e nonostante tutto quel tutto se lo gioca. Non \u00e8 il grido di chi chiede aiuto, quello \u00e8 riservato a chi ha ancora la speranza. L&#8217;ultimo grido \u00e8 quello di chi manda tutti affanculo, la bestemmia, la consapevolezza, il realismo: il sistema \u00e8 malato. Ecco, sto per dirlo: non \u00e8 meritocratico.<\/p>\n<p>La parola magica. L&#8217;ha detta: MERITO. Lui si meritava quel posto, lui si meritava pi\u00f9 considerazione&#8230; per fortuna Repubblica e l&#8217;Espresso sono attentissimi alle magie ed ecco finalmente un po&#8217; di meritata attenzione. Bravo o no, la parola magica funziona cos\u00ec. D&#8217;altronde non \u00e8 che uno dice &#8220;apriti sesamo&#8221; se ha la chiave in tasca. &#8220;Apriti sesamo&#8221; lo dice chi non ha la chiave o chi non trova la serratura, cos\u00ec come &#8220;MERITO&#8221; lo dice chi si \u00e8 appena accorto che non potendo passare dalla porta prova almeno a farlo dalle finestre, fossero anche solo quelle dei browser di noi sfaccendati lettori di Repubblica e L&#8217;Espresso. Perch\u00e9 \u00e8 vero che col merito all&#8217;universit\u00e0 non si va da nessuna parte, ma se urli &#8220;MERITO&#8221; almeno su Repubblica un posticino lo trovi.<\/p>\n<p>Sia chiaro, non ce l&#8217;ho con il ricercatore. O almeno non ce l&#8217;ho con lui pi\u00f9 di quanto non ce l&#8217;abbia con tutti quelli che pur consapevoli di ci\u00f2 che gli succede intorno provano l&#8217;ebbrezza di sentirsi eletti, diversi dagli altri e puntano tutto sul &#8220;a me non accadr\u00e0&#8221;. Perch\u00e9 pensare che &#8220;io sono bravo e a me non accadr\u00e0&#8221; \u00e8 solo la prima parte di quella distorsione della realt\u00e0 detta\u00a0 <a title=\"da wikipedia, self serving bias nelle varie forme\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Self-serving_bias\" target=\"_blank\"><em>self serving bias<\/em><\/a> che lascia intendere a chi vi incappa &#8211; e questa \u00e8 la seconda parte, per me inaccettabile &#8211;\u00a0 che l&#8217;insuccesso degli altri sia una loro responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Non ce l&#8217;ho con lui, dicevo, anche se, probabilmente \u00e8 anche grazie a lui che il sistema baronale a molti sembra il solo possibile e, quel che peggio, immutabile. Non ce l&#8217;ho con lui, no, ma certo che il dubbio sul suo status di vittima mi viene. Quante ore di lezione ha svolto gratuitamente? Quanti esami? Quanto ricevimento? Quanti favori? Quanti caff\u00e9? Con quanto impegno ha rattoppato i buchi di un sistema che si regge sull&#8217;informalit\u00e0 del <em>do ut des<\/em>? Quanti compiti ha svolto per non contraddire il suo mentore? Magari proprio mentre il suo mentore era l\u00ec che toglieva la tavola sotto i piedi di qualcun altro.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, il ricercatore, fa bene ad essere arrabbiato. Quel lavoro forse se l&#8217;era meritato. Non nel senso che intende lui per\u00f2, non perch\u00e9 ha pubblicato pi\u00f9 o meglio degli altri, ma perch\u00e9 lui ha fatto tutto quello che gli \u00e8 stato detto avrebbe dovuto fare per arrivare l\u00ec dove voleva. Il terreno sul quale ha accettato di giocare per\u00f2, non \u00e8 un terreno facile: ha provato e ha perso. Chi sceglie di stare su quel terreno sa che dovr\u00e0 competere non con le competenze et <em>similia,<\/em> ma con la disponibilit\u00e0, l&#8217;accondiscendenza. Bravo, s\u00ec, \u00e8 meglio, ma non troppo. Perch\u00e9 il mentore non deve mai sembrare vecchio o sorpassato, non deve mai fare brutta figura con gli altri <em>mentori<\/em>. E per quello non ha bisogno di gente brava, ma di una corte composta da ingenui, da ambiziosi, da scopabili, da gente che non ha bisogno di un salario &#8211; ah gi\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 <em>ovvio<\/em> che l&#8217;Universit\u00e0 non ha i soldi. E bene o male qualcuno pi\u00f9 ingenuo, pi\u00f9 ambizioso, pi\u00f9 scopabile, meno interessato allo stipendio lo si trova sempre.<\/p>\n<p>Ecco, non \u00e8 vero che il sistema non \u00e8 meritocratico.\u00a0\u00c8 per\u00f2 vero che a costituire il merito non sono n\u00e9 la bravura n\u00e9 la competenza. Anche perch\u00e9, in quel caso, non vedo come il concetto di meritocrazia possa coesistere con quello di competizione<a href=\"#nota1\"><sup>1<\/sup><\/a>, tanto pi\u00f9 nel campo della ricerca in cui nessuno fa niente da solo e densa \u00e8 la dimensione sociale.<\/p>\n<p>D\u00e0i, parlando seriamente, chi \u00e8 che pensa davvero che la bravura e la competenza di qualcuno siano grandezze misurabili tali da poter essere confrontate con quelle di un altro portatore sano di bravure e competenze? E, in secondo luogo, ammesso che fosse proprio cos\u00ec, di quale competenza stiamo parlando, di quale bravura?<\/p>\n<p>In realt\u00e0, per quanto riguarda il primo punto, al momento domina la vulgata che pone nelle quantit\u00e0, di citazioni ottenute, di pubblicazioni realizzate etc., le basi di calcolo per approssimare la bravura di qualcuno. Il numero e la classificazione come giustificazione inoppugnabile<a href=\"#nota2\"><sup>2<\/sup><\/a> &#8211; il vecchio ma non di meno <em>\u00e0 la page<\/em> &#8220;chi ce l&#8217;ha pi\u00f9 lungo&#8221;. Sulle distorsioni di questo meccanismo sono state scritte moltissime cose<a href=\"#nota3\"><sup>3<\/sup><\/a> articoli su riviste scientifiche, ma anche veri e propri botta e risposta in forma pi\u00f9 divulgativa<a href=\"#nota4\"><sup>4<\/sup><\/a>. Non si tratta di una novit\u00e0 insomma, anche se tuttora mi lascio sconcertare dagli esiti: dipartimenti che creano apposite riviste scientificissime giusto per pubblicare e citare i propri membri o sessioni in convegni create <em>ad hoc, <\/em>fino alla selezione degli argomenti di indagine in base all&#8217;effettivo interesse che sar\u00e0 possibile riscontrare sul mercato delle pubblicazioni (o sul mercato <em>tout court<\/em>). Per intenderci: che mi importa di trattare quel fenomeno, quella malattia etc se poi interessa comunit\u00e0 troppo ristrette o troppo povere e nessuno mi cita? o mi pubblica?<\/p>\n<p>Il secondo punto \u00e8 pi\u00f9 sottile del primo. Ammesso che bravura e competenza siano misurabili, di quale bravura e competenza stiamo parlando o, per riprendere la metafora di prima, <em>serve davvero averlo pi\u00f9 lungo<\/em>? Perch\u00e9 questa domanda \u00e8 alla base di un altro dei temi toccati dal ricercatore di cui sopra. Pur avendo <em>un pi\u00f9 lungo<\/em> elenco di titoli, infatti, il ricercatore in questione si vede battuto a un concorso da una laureanda. Scandalo. Certo, una volta definite quelle regole gli estremi per lo scandalo ci sono eccome, ma dover bandire un concorso pubblico dai risultati inoppugnabili per ogni briciola da raccogliere \u00e8, secondo me, ancora pi\u00f9 scandaloso. Serve davvero avere il titolo di studio pi\u00f9 alto per fare quella determinata mansione? O avere pi\u00f9 pubblicazioni? Mi chiedo, e lo faccio davvero, se non sia il caso di ripensare la possibilit\u00e0 di affidamenti diretti a certe condizioni, almeno per risparmiare i soldi e i tempi di concorsi e di chi vi partecipa, per non dire della frustrazione di chi tanto non passer\u00e0 mai.<\/p>\n<p>Parlare del ricercatore, si sar\u00e0 capito, \u00e8 solo un artificio. Questi ragionamenti possono valere su scale ben pi\u00f9 ampie. Molti tra i miei amici e colleghi provengono o stanziano in scuole di dottorato sparse per l&#8217;Italia. Le logiche che si applicano sulle e nelle scuole di dottorato spesso non sono difformi da quelle applicate sui singoli ricercatori. Per ottenere l&#8217;accreditamento, oltre che un tot di borse, la scuola deve avere un certo punteggio. Il punteggio cresce inserendo nel collegio i docenti pi\u00f9 quotati (secondo altri indicatori ovviamente), il punteggio cresce se i dottorandi pubblicano, il punteggio cresce se i dottorandi concludono in tempo il loro percorso etc. Il risultato del folle inseguimento della performance indicizzata \u00e8 duplice. Da un lato c&#8217;\u00e8 il continuo ricatto morale verso i dottorandi, del tipo: se non fai cos\u00ec non riusciremo ad avere l&#8217;accreditamento l&#8217;anno prossimo e orde di aspiranti dottorandi non potranno soddisfare la loro sete di conoscenza; dall&#8217;altro lato c&#8217;\u00e8 il totale disinteresse rispetto a tutto ci\u00f2 che non \u00e8 indicizzabile, quantificabile, contabile. <em>Publish or perish<\/em> s\u00ec, ma mica su tutto.<\/p>\n<p>Insomma, pubblica bene o perisci male. L&#8217;importante \u00e8 che tutto sia fatto in economia. Vuoi la disponibilit\u00e0 di un computer? Vuoi un software per fare ricerca? Vuoi qualcuno che ti aiuti ad usarlo? Ma dai&#8230; Vuoi fare ricerca? Vuoi davvero il rimborso per andare a quella conferenza? No, non ci sono i soldi.<\/p>\n<p>I soldi mancano sempre in universit\u00e0, ma sembra che nessuno lo dica. O meglio, lo si dice di continuo, ma solo ad alcuni. Al netto delle manovre pi\u00f9 oscure, di cui ogni settimana <a title=\"House of Cards\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/House_of_Cards_-_Gli_intrighi_del_potere\" target=\"_blank\">House of Cards<\/a> ci offre importantissimi esempi, di solito, la carenza di soldi si palesa gerarchicamente e non \u00e8 colpa di nessuno. Cio\u00e8, non ci si sente mai dire che \u00e8 responsabilit\u00e0 delle strampalate scelte politiche di un governo,\u00a0 o del rettore o del papa o che ne so, no, \u00e8 che va cos\u00ec. Per\u00f2 va cos\u00ec solo per alcuni.<\/p>\n<p>Che i soldi siano disponibili in funzione del potere sulle persone non sarebbe una grande novit\u00e0. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 da dire che questo sta modificando la prospettiva con la quale chi sta dentro guarda l&#8217;ateneo. L&#8217;universit\u00e0 \u00e8 sempre di pi\u00f9 un luogo di transito di cui a nessuno &#8211; esagero &#8211; interessa nulla. Una dinamica non diversa da quella avvenuta nei luoghi di lavoro privati con l&#8217;avanzare dei contratti a termine. Molti di quelli che vi entrano cercano la certificazione da spendere fuori, non il titolo di studio che tanto vale pi\u00f9 che altro dentro l&#8217;accademia stessa &#8211; voglio dire, non \u00e8 che se hai un titolo di studio pi\u00f9 alto allora il sistema di imprse o quello pubblico ti premia e sa cosa fare della conoscenza aquisita. Nel peggiore dei casi entri, ti turi il naso per tre anni di dottorato e poi via. Al massimo trovi il modo di galleggiare qualche tempo, ma di certo non ci si incazza e tutto sembra immobile.<\/p>\n<p>Da una parte i pi\u00f9 precari, coloro dai quali ci si dovrebbe aspettare pi\u00f9 reattivit\u00e0, hanno paura. Sapersi costantemente a rischio non \u00e8 certo la migliore posizione per l&#8217;incazzatura. Ma quando il meccanismo \u00e8 innescato e &#8211; ripeto, non credo lo sia ovunque &#8211; non si incazzano nemmeno gli altri. Quelli pi\u00f9 stabili. La gran parte di questi sono riconducibili a due gruppi: i cinici, che fanno il loro e stanno, anche perch\u00e9 1. &#8221; \u00e8 chiaro che pure se mi incazzo non \u00e8 che cambia molto&#8221; e 2. &#8220;ho 80 anni e se mi incazzo muoio&#8221;; il secondo gruppo \u00e8 invece quello dei <em>survivers &#8211;<\/em> non sopravvissuti, ma proprio sopravviventi. La strategia tipica \u00e8 complessa. Farsi notare il meno possibile da chi sta sopra, ma regnare con arroganza e\u00a0 sfrontatezza su chi sta sotto. Restare con un piede dentro ogni staffa, ogni scarpa, ogni ciabatta o pattina che sia scarsamente presidiata. I <em>survivers<\/em> non si oppongono a nulla che venga dall&#8217;alto. Se \u00e8 positivo lo trattengono, se \u00e8 negativo per\u00f2 lo afferrano al volo e lo spingono con pi\u00f9 forza sul gradino subito sotto. Sono loro che ti dicono che non possono davvero acquistare una licenza del <em>software<\/em> chePer\u00f2DeviImparareAdUsareECheServePerFareRicercaEPubblicarePerch\u00e9 cavolo s\u00ec&#8230; devi pubblicare. Altrimenti saranno i cittadini, gli studenti, i posteri, i tuoi figli e i figli di loro a subire le conseguenze della tua pigrizia. Sono quelli che ti dicono che la tesi va consegnata entro la scadenza per non far perdere punti alla scuola, tanto pare che farla male non incide sul punteggio.<\/p>\n<p>Sono quelli che non rischiano, sono quelli che godono a vedere cadere gli altri, sono quelli che quando un&#8217;altra universit\u00e0 \u00e8 in difficolt\u00e0 pensano che in quell&#8217;universit\u00e0 se la siano davvero voluta. Sono quelli che pensano di poter dominare le pieghe del sistema. Sono i <em>surfer<\/em> da cui sono partito. Quelli che ce la fanno di sicuro perch\u00e9 sono bravi, ma che se non ce la dovessero fare \u00e8 colpa di un sistema malato.<\/p>\n<p>Sono un po&#8217; quegli imprenditori e ultraliberisti di varia natura che ancora euforici per le ultime deregolamentazioni pensano di poter competere con i &#8220;cinesi&#8221; facendo i &#8220;cinesi&#8221; a loro volta, salvo poi accorgersi che non erano abbastanza &#8220;cinesi&#8221; e che allora forse \u00e8 meglio che &#8216;sti mercati fossero stati\u00a0 un po&#8217; meno aperti e che per il futuro si mettano delle regole, perch\u00e9 di &#8216;sti &#8220;cinesi&#8221; non se ne pu\u00f2 davvero pi\u00f9.<\/p>\n<p>Sono quelli che non chiedono aiuto a quelli come loro, perch\u00e9 come loro non c&#8217;\u00e8 nessuno. Loro sono bravi, male che va mandano tutti a cagare scrivendo un libro. E anche se nessuno lo legge non importa, tanto c&#8217;\u00e8 un ISBN, fa curriculum no?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a name=\"nota1\"><\/a><sup>1 <\/sup> http:\/\/www.theguardian.com\/commentisfree\/2014\/aug\/05\/neoliberalism-mental-health-rich-poverty-economy?CMP=twt_gu<\/p>\n<p><a name=\"nota2\"><\/a><sup>2 <\/sup>Una riflessione dall&#8217;ultimo libro di Alain Supiot particolarmente pertinente sulla natura imprenditoriale della contabilit\u00e0: <em>le mot comptable est trompeur: la comptabilit\u00e9 ne compte pas (au sens de d\u00e9nombrer des choses de m\u00eame nature), elle \u00e9value; et elle n&#8217;\u00e9value pas seulement ce qui est, mais ce qui peut advenir en utilisant la monnaie comme un moyen de domestiquer l&#8217;avenir <\/em>(Alain Supiot, 2015, La Gouvernance par les nombres, Fayard; pos. 2003 Kindle Version) (la parola contable \u00e8 fuorviante: la contabilit\u00e0 non conta (nel senso dell&#8217;enumerare cose della stessa natura), la contabilit\u00e0 valuta; e non valuta solo ci\u00f2 che \u00e8, ma ci\u00f2 che potr\u00e0 essere utilizzando la moneta come un mezzo per addomesticare il futuro).<\/p>\n<p><a name=\"nota3\"><\/a><sup>3 <\/sup> Scegliere tra gli articoli dedicati al tema \u00e8 difficile. Questo ricordo mi aveva particolarmente interessato perch\u00e9 a) \u00e8 di ricerca e b) riguarda la misurazione H-index e perch\u00e9 c) conclude ponendo la questione dell&#8217;impatto sulla ricerca della misurazione: <a title=\"Times Higher Education ranking e H-index\" href=\"http:\/\/www.timeshighereducation.co.uk\/news\/the-predicted-results-for-the-2014-ref-are-in\/2017192.article\" target=\"_blank\">http:\/\/www.timeshighereducation.co.uk\/news\/the-predicted-results-for-the-2014-ref-are-in\/2017192.article<\/a><\/p>\n<p><a name=\"nota4\"><\/a><sup>4 <\/sup> Mi riferisco al dibattito tra il sito <a title=\"roars Alessandro Dal Lago\" href=\"http:\/\/www.roars.it\/online\/follie-anvur\/\" target=\"_blank\">ROARS, <\/a>che ha pubblicato un articolo di Alessandro Dal Lago sull&#8217;ANVUR e la <a title=\"Roberto Torrini 2012 su Il Manifesto ANVUR, confusione e fondi pubblici\" href=\"http:\/\/ilmanifesto.it\/read-offline\/21546\/roberto-torrini-direttore-dellanvur-ce-stata-confusione-nelle-classifiche-sui-fondi-agli-atenei-decidera-il-ministero.pdf.\" target=\"_blank\">risposta<\/a> del direttore Roberto Torrini.\u00a0 Si trattava del 2012 credo, ma ovviamente basta fare una ricerca su google per leggerne di ogni. Un articolo che ho apprezzato \u00e8 questo, sempre su il Manifesto, di <a title=\"Piero Bevilacqua 2013 Un Mostro chiamato ANVUR\" href=\"http:\/\/ilmanifesto.it\/read-offline\/21546\/roberto-torrini-direttore-dellanvur-ce-stata-confusione-nelle-classifiche-sui-fondi-agli-http:\/\/docente.unife.it\/paolo.pini\/universita-per-tutti-o-per-pochi-e-chi-paga\/un-mostro-chiamato-anvur-di-piero-bevilacqua-il-manifesto-13-febbraio-2013\/at_download\/file-decidera-il-ministero.pdf\" target=\"_blank\">Piero Bevilacqua.<\/a> Pi\u00f9 recente, ancora su ROARS: <a href=\"http:\/\/www.roars.it\/online\/la-supercazzola-prematurata-delle-riviste-di-classe-a-con-scappellamento-anvur-a-destra-ovvero-come-confezionare-una-svolta-autoritaria-nascondendola-dietro-al-ridicolo-di-un-roboante-linguaggio-t\/%20\" target=\"_blank\">la supercazzola ANVUR <\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa esce su l&#8217;Espresso l&#8217;ennesimo articolo choc &#8211; s\u00ec, si pu\u00f2 scrivere anche cos\u00ec &#8211; sul sistema baronale dell&#8217;universit\u00e0. In questo caso la vittima \u00e8 un ricercatore dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano, Matteo Fini. La storia \u00e8 tristemente nota. Il ricercatore che studia, quello bravo, che ha un&#8217;autostrada davanti a s\u00e9, che pu\u00f2 &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/2015\/04\/03\/publish-or-perish-universita-e-metrica-del-merito\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">publish or perish: universit\u00e0 e metrica del merito<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,16,6],"tags":[49,46,11,47,45,40],"class_list":["post-153","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altro","category-lavoro","category-ricerca","tag-buonauniversita","tag-commento","tag-lavoro","tag-ricerca","tag-universita","tag-unpaid-work"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=153"}],"version-history":[{"count":16,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":262,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153\/revisions\/262"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=153"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=153"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=153"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}