{"id":513,"date":"2016-07-12T10:41:23","date_gmt":"2016-07-12T08:41:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/?p=513"},"modified":"2016-07-12T11:35:45","modified_gmt":"2016-07-12T09:35:45","slug":"voucher-la-logica-del-condono-applicata-al-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/2016\/07\/12\/voucher-la-logica-del-condono-applicata-al-lavoro\/","title":{"rendered":"Voucher: la logica del condono applicata al lavoro"},"content":{"rendered":"<p>Il lemma <a title=\"etimologia condonare\" href=\"http:\/\/www.etimo.it\/?cmd=id&amp;id=4262&amp;md=2b255a6bd11c1c057824a879fb481034\" target=\"_blank\">condonare<\/a>, nel dizionario di etimologia etimo.it, \u00e8 composto della particella <em>con<\/em>, usata con funzione intensiva, e il verbo <em>donare. <\/em>Il condono, insomma, dal punto di vista etimologico \u00e8 un super-dono, un mega regalo. Nel corso dell&#8217;evoluzione della lingua il lemma ha per\u00f2 in parte mutato di significato. Se, infatti, il <em>condono<\/em> \u00e8 un concetto pi\u00f9 che altro associato ai campi giuridico e \u00a0politico, \u00e8 anche vero che in quei campi il condono funziona un po&#8217; un mega-regalo: tu costruisci una casa dove non puoi, paghi una quota e, automaticamente, dall&#8217;abuso nasce un diritto. Ovviamente il diritto non \u00e8 per chi subisce l&#8217;abuso, ma per chi lo commette. \u00c8 cos\u00ec che, esagerando, una casa costruita in riva al mare, una volta condonata, pur non smettendo di essere un abuso per chi vorrebbe godersi il luogo pubblico e di transito per eccellenza, diviene anche il diritto\u00a0per il proprietario, che li ha acquistati, all&#8217;abuso e alla reiterazione di quell&#8217;abuso.<\/p>\n<p>\u00c8 questo aspetto del voucher che negli ultimi mesi abbiamo provato a mettere in evidenza, un po&#8217; da questo stesso blog, un po&#8217; attraverso i vari interventi ripresi su <a title=\"ere on line, rassegna.it\" href=\"http:\/\/www.rassegna.it\/rubriche\/ere-emilia-romagna-europa\" target=\"_blank\">ERE on-line<\/a>, rubrica di <a title=\"rassegna sindacale\" href=\"http:\/\/www.rassegna.it\/\" target=\"_blank\">Rassegna.it<\/a>, un po&#8217; con la ricerca <em><a title=\"Voucher: il lavoro accessorio in Italia e in Emilia-Romagna\" href=\"https:\/\/www.academia.edu\/26839441\/Voucher_il_lavoro_accessorio_in_Italia_e_in_Emilia-Romagna?auto_accept_coauthor=true\" target=\"_blank\">Voucher: il lavoro accessorio in Italia e in Emilia-Romagna<\/a>\u00a0<\/em>realizzata con Marco Marrone<em>.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Se il voucher pu\u00f2 considerarsi, infatti, al centro del discorso neo-liberale sul lavoro, non \u00e8 per la sua significativit\u00e0 statistica, ma perch\u00e9 insieme agli altri meccanismi di impoverimento e gratuitizzazione del lavoro coglie la fuga dalla responsabilit\u00e0 del padrone nei confronti dei lavoratori\u00a0e\u00a0intercetta la voglia\u00a0di autonomia del lavoratore rispetto da un&#8217;impresa che non gli interessa. Se il primo, infatti, \u00e8 difficile si senta un padrone, l&#8217;altro, il lavoratore, \u00e8 attratto\u00a0dall&#8217;autonomia promessa\u00a0da quelle forme lavorative che nella realt\u00e0 offrono poco pi\u00f9 che sfruttamento e povert\u00e0.<\/p>\n<p>Superando il contratto e garantendo un&#8217;emersione esclusivamente contabile, non inclusiva, il voucher <em>condona<\/em> il lavoro nero permettendo che il datore di lavoro, l&#8217;abusante, trasformi l&#8217;iniziale abuso nel\u00a0diritto a disporre pienamente\u00a0e reiteratamente di un certo tempo di vita di un&#8217;altra persona pagato per quello che convenzionalmente vale, ma come se esistesse solo quello. Perch\u00e9 \u00e8 questo che avviene quando non si riconosce il diritto alle ferie, alla malattia e ai congedi: si nega l&#8217;esistenza del tempo non lavorativo, spingendo quindi il lavoratore ad ampliarlo per giustificare economicamente la propria sussistenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_516\" aria-describedby=\"caption-attachment-516\" style=\"width: 754px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/2016\/07\/12\/voucher-la-logica-del-condono-applicata-al-lavoro\/crop-corrierebo_voucher_6luglio2016\/\" rel=\"attachment wp-att-516\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-516\" src=\"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/crop-CorriereBO_voucher_6luglio2016.jpg\" alt=\"Corriere di Bologna, lancio della ricerca \" width=\"754\" height=\"820\" srcset=\"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/crop-CorriereBO_voucher_6luglio2016.jpg 754w, https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/crop-CorriereBO_voucher_6luglio2016-276x300.jpg 276w\" sizes=\"auto, (max-width: 754px) 100vw, 754px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-516\" class=\"wp-caption-text\">Corriere di Bologna, lancio della ricerca<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00c8 per dire tutto questo, ma meglio, che approfitto dello spazio per rimettere in ordine un po&#8217; di materiali relativi alla ricerca\u00a0presentata il 7 luglio a Bologna e realizzata per <a href=\"http:\/\/www.ireser.it\/index.php\/it\/left-pubblicazioni.html?view=publication&amp;task=show&amp;id=319\" target=\"_blank\">IRES ER<\/a> con Marco Marrone (queste le slide della presentazione:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Presentazione_Voucher_def.pptx\">Presentazione_Voucher_def<\/a>)<\/p>\n<p>Non avendo fatto un vero e proprio abstract, ripropongo di seguito\u00a0l&#8217;articolo di presentazione scritto con Marco Marrone e comparso su ERE on-line, <a title=\"voucher informale formale marrone de angelis\" href=\"http:\/\/www.rassegna.it\/articoli\/voucher-come-sfuma-il-confine-tra-lavoro-formale-e-informale-1\" target=\"_blank\">qui<\/a>.<\/p>\n<h5><em><strong>Voucher, come sfuma il confine tra lavoro formale e informale<\/strong><\/em><\/h5>\n<p>Chiunque abbia seguito almeno una partita di calcio avr\u00e0 di certo avuto modo di apprezzare l\u2019abilit\u00e0 dei commentatori nel vivacizzare, con parole, momenti di gioco che magari vivaci non sono. Ecco, per commentare l\u2019aggiornamento dell\u2019Osservatorio sul precariato reso disponibile dall\u2019Inps qualche giorno fa, ci piacerebbe avere un po\u2019 di quell\u2019abilit\u00e0. Anche i dati diffusi nell\u2019aggiornamento al primo quadrimestre 2016, infatti, confermano le tendenze gi\u00e0 evidenziate nei primi mesi dell\u2019anno.<\/p>\n<p><strong>In primo luogo, si<\/strong> legge nella sintesi dell\u2019Inps, si conferma che con la fine degli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato \u00e8 terminata anche la crescita delle forme pi\u00f9 stabili di occupazione che aveva caratterizzato il 2015. Si tratta di un dato da non sottovalutare, visto che \u00e8 in nome di quella crescita che, con il Jobs Act del governo Renzi, il contratto a tempo indeterminato ha perso una parte significativa delle sue caratteristiche tradizionali. Il secondo elemento riguarda invece il lavoro accessorio, che nel primo quadrimestre del 2016 continua la sua corsa con incrementi a due cifre sull\u2019anno precedente (pi\u00f9 43,1%).<\/p>\n<p><strong>I dati dell\u2019Inps<\/strong> consolidano, insomma, l\u2019impressione che se \u00e8 vero che in Italia \u00e8 il lavoro a mancare, lo \u00e8 anche la possibilit\u00e0 di trarre dal lavoro un riconoscimento dignitoso. E se questo vale per l\u2019Italia nel suo complesso, ci\u00f2 \u00e8 tanto pi\u00f9 vero per le regioni meridionali, dove \u2013 sempre con riferimento al mese di aprile \u2013 il lavoro accessorio cresce con variazioni che vanno dalle massime di Puglia e Sicilia, rispettivamente pi\u00f9 14,5% e pi\u00f9 13,8%, alle minime di Abruzzo e Molise, pi\u00f9 1,3% e pi\u00f9 1,5%.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/files.rassegna.it\/userdata\/sites\/rassegnait\/images\/foto\/_ori\/2016\/07\/ere-voucher_3875.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p><strong>Le variazioni sono negative<\/strong> nella gran parte delle regioni settentrionali, Valle d\u2019Aosta e Liguria in testa, o minimamente positive nelle altre. Come \u00e8 stato pi\u00f9 volte rilevato negli scorsi aggiornamenti, per quanto riguarda le regioni pi\u00f9 significative per il ricorso al lavoro accessorio, le variazioni sono minime. Si tratta di Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte. Tra queste, solo il Piemonte varia negativamente (meno 1,6%), mentre \u00e8 l\u2019Emilia Romagna a crescere di pi\u00f9. Il dato \u00e8 reso ancor pi\u00f9 significativo dal fatto che grazie a quel pi\u00f9 4,4%, la regione guadagna il secondo posto per numero di voucher venduti su scala nazionale.<\/p>\n<p><strong>Si tratta di qualche migliaio di buoni<\/strong>, certo, niente pi\u00f9 di qualche blocchetto (virtuale), ma abbastanza per accrescere l\u2019interesse nei confronti del primo tentativo di approfondimento voluto dall\u2019Ires regionale, una ricerca (\u201cVoucher, il lavoro accessorio in Italia e in Emilia Romagna\u201d) i cui risultati saranno presentati a Bologna il 7 luglio assieme ai rappresentati delle categorie maggiormente interessate dal fenomeno. Svolto tra i mesi di gennaio e maggio 2016, lo studio ha un duplice intento. Da un lato, mira alla sistematizzazione del quadro frammentato delle informazioni statistiche che hanno acceso il dibattito pubblico sulla questione dei voucher e, dall\u2019altro, esplora l\u2019impatto dello strumento sulla vita lavorativa dei voucherizzati, cos\u00ec come si \u00e8 definita una delle ragazze che hanno partecipato alla ricerca. Le interviste sono state raccolte quasi esclusivamente nella provincia di Bologna: nonostante ci\u00f2, gli elementi che emergono e che costituiscono i punti di maggiore interesse, ci paiono offrire spunti rilevanti ben oltre la limitazione territoriale del nostro intervento.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/files.rassegna.it\/userdata\/sites\/rassegnait\/attach\/2016\/07\/voucher-iniziativa-7-luglio-2016_3876.pdf\" target=\"_blank\"><strong>L&#8217;INIZIATIVA DEL 7 LUGLIO<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>Mentre i mezzi di informazione<\/strong> e il governo si concentrano sull\u2019utilizzo illecito dello strumento che ne tradirebbe l\u2019intento originario, quello che va configurandosi \u00e8 un processo ben pi\u00f9 ampio, di ridefinizione del confine tra lavoro formale e informale. Intendendo con ci\u00f2, in prima approssimazione, tra il lavoro normato nell\u2019ambito della legislazione e della contrattazione nazionale e tutto ci\u00f2 al di fuori di esso. E se il contratto di lavoro formalizza una relazione di subordinazione definendo allo stesso tempo i limiti di azione del potere direttivo, il suo superamento ne svela le prerogative in fatto di diseguaglianza.<\/p>\n<p><strong>Per questo, nonostante l\u2019accessoriet\u00e0 produca una parificazione semantica<\/strong> tra le parti del rapporto di lavoro, la traduzione empirica ci restituisce, al contrario, l\u2019esasperazione della distanza tra chi vende il proprio lavoro e chi, acquistandolo, ne dispone il riconoscimento. Ma non si tratta solo dell\u2019estensione del potere direttivo che la subordinazione nuda comporta. Il contratto di lavoro, per come lo abbiamo conosciuto fino a oggi, oltre a informare i contenuti della relazione lavorativa, produce significati di pi\u00f9 ampio raggio che investono il mondo che esiste oltre quella.<\/p>\n<p><strong>Il suo superamento moltiplica<\/strong>, perci\u00f2, quel senso di senso di opacit\u00e0 che, nelle parole di Ma\u00eblezig Bigi e di altre studiosi, \u201ccontribuisce al disturbo degli orizzonti\u201d (il riferimento \u00e8 al lavoro di Pierre Velz \u201cLe nouveau monde industriel\u201d, edito nel 2008 da Gallimard), facendo s\u00ec che \u201cogni proiezione sul futuro pi\u00f9 o meno prossimo sia segnata da una grande incertezza. I lavoratori vivono uno squilibrio tra ci\u00f2 che possono pretendere e ci\u00f2 che \u00e8 loro offerto\u201d (la frase \u00e8 tratta dall\u2019ultimo lavoro di M. Bigi, O. Cousin, D. M\u00e9da, L. Sibaud e M. Wieviorka, \u201cTravailler au XXIe si\u00e8cle: des salari\u00e9s en qu\u00eate de reconnaissance, edito nel 2015 da Laffont).<\/p>\n<p><strong>Il voucher, insomma, anche quando usato secondo la norma<\/strong>, permette un\u2019emersione solo contabile del lavoro, lasciando sul terreno dell\u2019informalit\u00e0 questioni cruciali come la definizione del contenuto del rapporto di lavoro, ma anche il riconoscimento sociale della relazione lavorativa. Se di superamento del lavoro salariato si pu\u00f2 parlare, quindi, ci pare che il voucher si configuri come un\u2019alternativa particolarmente vantaggiosa solo per le imprese.<\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 sia grazie all\u2019estrema duttilit\u00e0<\/strong> che lo rende in grado di legittimare ogni tipologia di prestazione lavorativa, sia perch\u00e9 per la prima volta nel nostro ordinamento \u00e8 consentito ridurre il rapporto di lavoro alla sola retribuzione delle ore effettivamente lavorate. Il sistema dei voucher sembra dunque costituire l\u2019ultimo tassello di una galassia precaria in costante espansione negli ultimi 20 anni, moltiplicando la diffusione di un\u2019idea di lavoro povero, tanto economicamente quanto \u00a0dei diritti fondamentali, espandendo tale impoverimento nella vita dei lavoratori, amplificando le vulnerabilit\u00e0 sociali e moltiplicando le disuguaglianze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il lemma condonare, nel dizionario di etimologia etimo.it, \u00e8 composto della particella con, usata con funzione intensiva, e il verbo donare. Il condono, insomma, dal punto di vista etimologico \u00e8 un super-dono, un mega regalo. Nel corso dell&#8217;evoluzione della lingua il lemma ha per\u00f2 in parte mutato di significato. 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