{"id":599,"date":"2020-04-11T16:02:17","date_gmt":"2020-04-11T14:02:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/?p=599"},"modified":"2020-04-11T20:34:27","modified_gmt":"2020-04-11T18:34:27","slug":"boxare-contro-gli-stereotipi-di-genere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/2020\/04\/11\/boxare-contro-gli-stereotipi-di-genere\/","title":{"rendered":"Boxare contro gli stereotipi di genere"},"content":{"rendered":"<p><strong>DISCLAIMER<\/strong>: Intervista inedita per il sito di <a href=\"https:\/\/www.revue-ballast.fr\/\" target=\"_blank\">Ballast<\/a>\u00a0liberamente tradotta da G. De Angelis con il consenso della rivista. Eventuali errori, imprecisioni e difformit\u00e0 dal contenuto originale sono responsabilit\u00e0 del traduttore, cos\u00ec come la collocazione (l&#8217;ho messa qui perch\u00e9 non avrei saputo dove altro metterla).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.revue-ballast.fr\/boxer-contre-le-genre\/\">Intervista<\/a> di Yann Renoult<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/www.revue-ballast.fr\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/ballast_haut.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"900\" \/><\/p>\n<p><em>Qualche anno fa, un fotografo ha seguito gli allenamenti e le gare di un gruppo di pugilesse del club Boxing Beats d&#8217;Aubervillers &#8211; precursore nello sviluppo della boxe femminile sotto l&#8217;impulso di Sa\u00efd Bennajem, vecchio pugile ai giochi olimpici del 1992. <\/em><em>A lungo trascurate, questa immagini riemergono dai cassetti e offrono l&#8217;occasione al suo autore, anche giornalista indipendente, di incontrare tre pugilesse del club. Natacha Lapeyroux, dottoranda in Scienze dell&#8217;informazione e della comunicazione, ha fatto la sua tesi sulle rappresentazioni televisive delle sportive professioniste in Francia; da una decina d&#8217;anni pratica la boxe inglese. <\/em><em>\u00c8 lei a parlargli della sua ricerca etnografica nella palestra di d&#8217;Aubervilliers.<\/em> &#8211; Di Yann Renoult<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/www.revue-ballast.fr\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/boxer_vignette.jpg.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 indossare dei guantoni da boxe?<\/strong><\/p>\n<p>Cercavo un&#8217;attivit\u00e0 che mi permettesse di sfogarmi e di canalizzare la mia aggressivit\u00e0. Che mi aiutasse a prendere fiducia in me stessa. Siccome il modello della donna bella, aggraziata e delicata non mi si addiceva, arrogarmi il diritto di praticare un&#8217;attivit\u00e0 sportiva che richiedesse prova di forza, coraggio e tenacia \u00e8 stato liberatorio.<\/p>\n<p><strong>E da ci\u00f2 \u00e8 seguita l&#8217;esperienza nel club Boxing Beats.<\/strong><\/p>\n<p>Quando sono arrivata l\u00ec boxavo gi\u00e0 da diversi anni. Era la prima volta che mi trovavo in un club in cui le femmine non erano viste come inferiori ai maschi. Al Boxing Beats gli allenatori fanno di tutto affinch\u00e9 le pugilesse possano arrivare al pi\u00f9 alto livello possibile, nella carriera sportiva cos\u00ec come nella vita professionale. Due pugilesse del club hanno potuto frequentare Sciences Po Paris<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> grazie al loro percorso sportivo di alto livello e si sono laureate. Il club si trova a Aubervilliers, in Seine-Saint-Denis, e ha la particolarit\u00e0 di aver favorito, gi\u00e0 dalla fine degli anni &#8217;90, una politica sportiva orientata allo sviluppo della boxe femminile in Francia.<\/p>\n<p><strong>Le pugilesse infrangono, si immagina, le norme di genere di questo sport e, in senso ampio, della societ\u00e0 intera&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Storicamente i discorsi di carattere medico giudicavano gli sport \u00ab violenti \u00bb inadatti alla condizione femminile in quanto minaccia della capacit\u00e0 riproduttiva. In ragione di questa \u00ab specificit\u00e0 \u00bb femminile, le retoriche <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Biopolitica\">biopolitiche<\/a> hanno limitato la partecipazione delle femmine alle attivit\u00e0 fisiche (ginnastica, tennis, etc.). Al contrario, lo sport, come nella formulazione del sociologo Erving Goffman, offre \u00ab<em>una disposizione specifica concepita per permettere agli uomini di mantenere le qualit\u00e0 per loro giudicate essenziali: la forza, la sopportazione, la resistenza<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. L&#8217;ingresso delle femmine nel mondo sportivo, e soprattutto negli sport storicamente associati a una mascolinit\u00e0 virile, \u00e8 avvenuto come una frattura, scuotendo le retoriche biopolitiche e le rappresentazioni classiche dell&#8217;identit\u00e0 \u00abfemminile\u00bb<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p>Agli inizi degli anni &#8217;90, le femmine hanno iniziato a invadere le sale da boxe clandestinamente. Si sarebbe dovuto attendere il 1999 affinch\u00e9 la boxe inglese femminile agonistica acquisisse un riconoscimento e una legittimit\u00e0 dalla Federazione francese di boxe &#8211; 2004 per la boxe professionistica, 2012 per la partecipazione ai giochi olimpici. La boxe inglese \u00e8 stato l&#8217;ultimo sport vietato alle donne, il che, secondo la sociologa \u00a0Catherine Louveau mostra che sono gli sport che contribuiscono alla costruzione di una mascolinit\u00e0 virile che si aprono pi\u00f9 tardivamente alle femmine. Le pugilesse, sopportando la violenza legata a questo sport, la difficolt\u00e0 degli allenamenti e mostrando coraggio e volont\u00e0 partecipano alla decostruzione del mito della donna fragile e sensibile. Mostrano, attraverso i media, una nuova identit\u00e0 femminile trasgressiva dove delle donne sono capaci di affrontarsi su un ring con stesso titolo che i loro omologhi \u00ab maschili\u00bb. Di pi\u00f9, alcune pugilesse diventano madri durante la loro carriera<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, mostrando che alla fine le femmine possono essere madri e contemporaneamente impegnarsi in uno sport che richieda prova di violenza e aggressivit\u00e0. Se il sessismo \u00e8 ancora molto presente negli sport, e nelle altre sfere sociali, le pugilesse contribuiscono comunque all&#8217;evoluzione delle rappresentazioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.revue-ballast.fr\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/boxer_1_bis.jpg.webp\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"600\" \/>(Yann Renoult)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>In che modo le pugilesse articolano e rimettono in causa le attribuzioni di genere e l&#8217;identit\u00e0 di genere?<\/strong><\/p>\n<p>Come sottolineato da Christine Mennesson<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, le pugilesse durante la loro infanzia hanno fatto esperienza di una socializzazione a \u00absessualit\u00e0 inversa\u00bb con un rapporto particolarmente attivo al proprio corpo, appropriandosi dei giochi e dei comportamenti tradizionalmente assegnati ai \u00abragazzi\u00bb. \u00a0Nei loro racconti d&#8217;infanzia, si descrivono come delle ragazze attive, che giocavano a calcio, si arrampicavano sugli alberi, che si picchiavano con i loro fratelli maggiori o con le loro compagne di scuola. Ciononostante, le disposizioni \u00abmascoline\u00bb di cui fanno prova le ragazze sono tollerate fino alla pubert\u00e0. Durante l&#8217;adolescenza, si chieder\u00e0 alle ragazze di conformarsi alla norma per evitare di essere stigmatizzate.<\/p>\n<p>Secondo Christine Mennesson, le pugilesse hanno il doppio obbligo di comportarsi da \u00abuomini\u00bb, senza smettere di essere femmine, a partire da un doppio processo di identificazione e differenziazione. Durante gli allenamenti, le pugilesse devono differenziarsi mostrando i segni esteriori della loro femminilit\u00e0 : dal lasciare che i capelli fluiscano dal caschetto, fino all&#8217;adozione di un modo di parlare, di camminare e di comportarsi che le ascriva al genere \u00abfemminile\u00bb. La stigmatizzazione delle pugilesse, il cui corpo \u00e8 particolarmente muscoloso, permetter\u00e0 di distinguerle pi\u00f9 facilmente dagli uomini: \u00ab<em>alcune possono utilizzare gli stereotipi classici, altre devono oltrepassare la tradizionale frontiera tra maschile e femminile<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. Per le prime, avere un corpo che corrisponde alle norme di \u00abfemminilit\u00e0\u00bb basta a distinguerle dagli uomini; per le seconde, si tratter\u00e0 di non essere volgari e di non mostrare apertamente la propria aggressivit\u00e0. D&#8217;altronde, se le pugilesse mettono in atto una strategia di resistenza di fronte alle rappresentazioni di genere binario nello sport, fanno parallelamente un discorso che ne affermi la loro specificit\u00e0 \u00abfemminile\u00bb, nel loro modo di apprendere la boxe e facendo uso di un essenzialismo strategico per differenziarsi dagli uomini.<\/p>\n<p><strong>Cio\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>Nei loro discorsi, le pugilesse insistono sulle differenze fisiche e mentali tra i due sessi. Le donne saranno pi\u00f9 \u00abtecniche\u00bb e pi\u00f9 attente alla bellezza del gesto reintroducendo una forma di estetica \u00abfemminile\u00bb nella loro pratica, mentre i pugili , dal canto loro, saranno pi\u00f9 \u00abfisici\u00bb. L&#8217;incorporazione delle competenze considerate \u00abfemminili\u00bb nel loro modo di boxare permette alle pugilesse di distinguersi dagli uomini e di evitare un processo di virilizzazione.<\/p>\n<p>Storicamente, le femmine giudicate \u00ab troppo virili \u00bb nel mondo dello sport hanno dovuto sottoporsi ai test di femminilit\u00e0<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>. Al di fuori della sfera sportiva, le pugilesse della Boxing Beat, che gi\u00e0 dall&#8217;infanzia hanno negoziato una certa lettura della \u00abfemminilit\u00e0\u00bb e della mascolinit\u00e0, decostruiscono le categorie di genere binario e le attivit\u00e0 che sono storicamente attribuite agli uomini e alle donne. Loro sostengono un modello secondo il quale maschi e femmine sono uguali, le competenze \u00abfemminili\u00bb e \u00abmaschili\u00bb possono essere intercambiabili &#8211; che sia nelle pratiche corporali, professionali o nel campo familiare.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 una pressione supplementare sulle donne per conciliare questo investimento &#8220;totale&#8221; con quella che \u00e8 la loro vita personale, professionale?<\/strong><\/p>\n<p>Diventare campionessa di boxe necessita un rapporto ascetico al corpo, che valorizzi la performance piuttosto che l&#8217;estetica nel quadro della pratica sportiva. Le pugilesse devono sottoporsi a diete draconiane e allenamenti di forza intensivi per acquisire un corpo atletico. Analogamente ai pugili descritti dal sociologo <a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Lo%C3%AFc_Wacquant\">Lo\u00efc Wacquant<\/a>, che aveva condotto un&#8217;inchiesta etnografica agli inizi degli anni 1990 in una palestra di boxe di Chicago, la dimensione sacrificale e religiosa della boxe impregna e invade l&#8217;esistenza della pugilessa, dentro e fuori la sala da boxe: \u00ab<em>il sacrificio \u00e8 sia un mezzo che un fine, un bisogno vitale e una missione densa di fierezza, un&#8217;esigenza pratica e un&#8217;ossessione tipica dei rituali<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. Le pugilesse si sottopongono volontariamente a questo stile di vita che entra in contraddizione con le attese culturali e sociali stereotipate che confinano le donne al lavoro domestico. Questo stile di vita conferisce a quante aderiscono all&#8217;esigenza della boxe, l&#8217;onore specifico di far parte della comunit\u00e0. Parallelamente, le pugilesse cumulano molto spesso una vita da studentessa e\/o professionale, una vita amorosa e sociale. Talvolta sono madri. Quindi organizzano il loro tempo in funzione dei loro obiettivi sportivi, educativi, professionali e personali. Le loro compagne e i loro compagni devono abituarsi a questo modo di vivere e accompagnarle verso i loro obiettivi, perch\u00e9 loro non intendono lasciare la loro passione sportiva o la loro carriera professionale. Insomma, le pugilesse mettono in pratica una strategia di resistenza di fronte alle ingiunzioni patriarcali che pesano sulle donne nelle differenti sfere sociali (lo sport, il lavoro, la famiglia, etc.) e rivendicano l&#8217;uguaglianza tra maschi e femmine.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.revue-ballast.fr\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/boxer_2.jpg.webp\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"600\" \/>(Yann Renoult)<\/p>\n<p><strong>Spesso si sente dire, dalle pugilesse o dai loro allenatori, che le femmine sono <\/strong><strong>\u00ab<\/strong><strong>pi\u00f9 tecniche<\/strong><strong>\u00bb<\/strong><strong>, pi\u00f9 <\/strong><strong>\u00ab<\/strong><strong>dedite<\/strong><strong>\u00bb, pi\u00f9 \u00abassidue\u00bb, \u00abpi\u00f9 determinate a riuscire\u00bb. \u00c8 una forma di ri-essenzializzazione dell&#8217;identit\u00e0 di genere femminile oppure, come dice una pugilessa con cui abbiamo parlato, \u00e8 la semplice conseguenza del dover \u00abfarsi valere\u00bb in un mondo maschile?\u00a0 \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Effettivamente, pugilesse e allenatori convergono su queste affermazioni. Le pugilesse si descrivono come maggiormente inclini a \u00abl&#8217;emozione\u00bb mentre gli uomini sarebbero \u00abpi\u00f9 orgogliosi \u00bb e pi\u00f9 \u00abstrategici\u00bb. Allo stesso tempo, le pugilesse si descrivono anche come pi\u00f9 \u00abselvagge\u00bb, \u00abirascibili\u00bb e pi\u00f9 \u00abimpegnate\u00bb sul ring che i maschi. Gli allenatori della Boxing Beat confermano questo punto di vista e sostengono che ci sia pi\u00f9 combattivit\u00e0 tra le femmine che tra i maschi; pi\u00f9 determinazione. Secondo loro, le pugilesse sono pi\u00f9 impegnate perch\u00e9 devono legittimare la loro posizione al di l\u00e0 del ruolo subalterno in cui sono costrette in questo sport. C&#8217;\u00e8, insomma, una forma di re-essenzializzazione dell&#8217;identit\u00e0 \u00abfemminile\u00bb (alla quale si associano l&#8217;emozione, l&#8217;assiduit\u00e0, la bellezza del gesto) ma, allo stesso tempo, le femmine devono eccellere per farsi rispettare in questo mondo di \u00ab uomini\u00bb, evitando cos\u00ec di non essere prese sul serio e screditate. Certi uomini qualificano la boxe femminile \u00abconfusa\u00bb, quindi come se le femmine non fossero abbastanza precise e non avessero abbastanza padronanza di s\u00e9 per la pratica di questi sport. Per questo, le pugilesse devono sovra-compensare, con tecnica e strategia, per evitare di essere stigmatizzate.<\/p>\n<p><strong>Una delle pugilesse che abbiamo incontrato dice di pensare al suo primo allenatore come <\/strong><strong>\u00ab<\/strong><strong>a un fratello<\/strong><strong>\u00bb e al secondo come \u00aba un padre\u00bb. Come analizzi questo rapporto tra allenatore e allenata?<\/strong><\/p>\n<p>Nella sala da boxe si sente spesso dire che non si arriva a questo sport per caso. Le pugilesse sono delle femmine spesso cresciute in contesti familiari complicati, che hanno conosciuto delle difficolt\u00e0 economiche, la perdita prematura di un parente e\/o degli avvenimenti violenti. D&#8217;altronde si tratta di difficolt\u00e0 raccontate in alcune opere autobiografiche<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>. Gli allenatori &#8211; che sono anche degli educatori &#8211; sanno a quale pubblico devono confrontarsi e prendono spesso a cuore il loro ruolo, soprattutto alla Boxing Beat. L&#8217;allenatore \u00e8 quindi considerato dalla pugilessa come un membro della famiglia. Ciononostante potrebbe anche instaurarsi un rapporto di dominazione, laddove l&#8217;allenatore superi il quadro della relazione tra allenatore e pugilessa trasformandolo in un rapporto di seduzione o approfittando del suo ruolo per abusare sessualmente delle sportive &#8211; cosa che tristemente accade spesso nel mondo sportivo. Come affermato il sociologo\u00a0<a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Philippe_Liotard\">Philippe Liotard<\/a>, che ha lavorato sulla questione delle violenze sessuali nello sport, l&#8217;allenatore ha una presa forte sulle sportive<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Come avviene?<\/strong><\/p>\n<p>Innanzitutto le sportive devono sottoporsi alle esigenze dell&#8217;allenatore, considerato come il garante e il responsabile delle performance sportive dell&#8217;atleta (esiste quindi un rapporto gerarchico molto marcato). Secondariamente, tra allenatore e atleta si instaura un legame affettivo forte e reciproco per effetto del lavoro comune, dei progressi fatti, delle confidenze scambiate (gli atleti tendono a idealizzare e sopravvalutare il loro allenatore). In terzo luogo, l&#8217;allenatore incarna l&#8217;istituzione, il sapere e la competenza: la societ\u00e0 gli accorda una presunzione di moralit\u00e0. Alcuni abusano di questa posizione di potere che hanno sulle sportive. Parallelamente, c&#8217;\u00e8 da considerare che ci sono ancora troppo poche allenatrici di boxe inglese in Francia. La boxe resta una roccaforte maschile, i pugili sono ancora reticenti all&#8217;idea di essere allenati da una femmina. Dal punto di vista sportivo, gli allenamenti tenuti da femmine sono gli stessi che quelli condotti dai maschi. Potrebbe invece essere interessante approfondire la relazione tra l&#8217;allenatrice e l&#8217;atleta facendo una ricerca sul campo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.revue-ballast.fr\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/boxer_3.jpg.webp\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p>(Yann Renoult)<\/p>\n<p><strong>Oltre alla dimensione individuale, si sviluppa tra le pugilesse una forma di organizzazione collettiva, formale o informale che sia? Qualcosa che permetta il sostegno, la protezione lo sviluppo di strategie davanti al mondo maschile della boxe, se non al di l\u00e0 di quello.<\/strong><\/p>\n<p>Tra loro esiste vera e propria solidariet\u00e0. Come afferma\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Howard_Saul_Becker\">Howard Becker<\/a>, \u00ab<em>la coscienza di condividere uno stesso destino e di incontrare gli stessi problemi genera una sottocultura deviante, cio\u00e8 un insieme di idee e di punti di vista sul mondo sociale e sul modo di adattarvisi, cos\u00ec come pure un insieme di attivit\u00e0 routinarie fondate su quel punto di vista<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>. Le pugilesse fanno fronte, unite, ai commenti sessisti degli uomini ostili allo sviluppo della boxe femminile. Sanno, ad esempio, di dover veicolare un&#8217;immagine positiva della loro disciplina nei media <em>main-stream<\/em>, affinch\u00e9 possano guadagnare legittimit\u00e0 presso il grande pubblico. Ugualmente, provano a farsi spazio nei diversi ambiti della boxe, come organizzatrici di combattimenti, come giornaliste, consulenti sportive, come arbitre, come allenatrici o dirigenti e cos\u00ec via. D&#8217;altronde spesso si creano amicizie: le pugilesse condividono il loro quotidiano sia dentro che fuori dalla palestra di boxe.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i meccanismi di autodifesa che la boxe permette di acquisire alle femmine?<\/strong><\/p>\n<p>Secondo il sociologo\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Norbert_Elias\">Norbert Elias<\/a>, gi\u00e0 dalla sua creazione nel XVIII secolo, lo sport moderno \u00e8 stato dotato di una missione: civilizzare e pacificare le societ\u00e0 e soprattutto la violenza degli uomini attraverso l&#8217;apprendimento dell&#8217; \u00abautocontrollo delle pulsioni\u00bb, attraverso la pratica sportiva con l&#8217;incorporazione delle regole di ritegno e di self-control<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a> che avrebbero dovuto estendersi a tutti gli ambiti dell&#8217;esistenza<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a> (lavoro, gioco, affetti, sessualit\u00e0 etc.). Quanto alle donne, loro erano escluse dalla sfera sportiva perch\u00e9 considerate esseri fragili incapaci di mostrare violenza. La boxe \u00e8 uno sport diametralmente opposto alla definizione comune della femminilit\u00e0. Se prendiamo il dizionario Robert, la femminilit\u00e0 \u00e8 \u00ab<em>l&#8217;insieme dei caratteri corrispondenti all&#8217;immagine sociale della donna (charme, dolcezza, delicatezza) che si oppone all&#8217;immagine sociale dell&#8217;uomo<\/em><a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>\u00bb. La femminilit\u00e0 \u00e8 definita in opposizione alla virilit\u00e0, cio\u00e8 a quei \u00ab<em>caratteri morali attribuiti soprattutto all&#8217;uomo : attivo, energico, coraggioso<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>. Di fatto, la delicatezza lo charme, la dolcezza sono qualit\u00e0 che non hanno diritto di cittadinanza sul ring. Nel combattimento, le pugilesse non esitano nell&#8217;utilizzo della forza fisica e nel mostrare la loro capacit\u00e0 di infliggere e subire violenza fisica senza fremere o piegarsi. Recentemente ho sentito una pugilessa dire che la pratica delle boxe le permette di non sentirsi preda. Questo pu\u00f2 aiutare le femmine a difendersi, a convincersi che la violenza non \u00e8 solo appannaggio degli uomini, ma anche che la violenza non deve essere tollerata.<\/p>\n<p>La boxe pu\u00f2 anche aiutare quelle femmine che mancano di fiducia in loro stesse imparando a battersi per andare in fondo ai loro obiettivi. D&#8217;altro canto, le resistenze di quegli uomini che vogliono conservare il monopolio della violenza e della forza possono essere molto forti: violenza, commenti sessisti&#8230; Un gran numero di pugili e di allenatori tollerano la pratica femminile della boxe, ma reintroducono un rapporto asimmetrico relegandola ai margini della \u00abvera\u00bb boxe, che resta quella maschile. Durante gli allenamenti accade che i pugili portino dei colpi particolarmente forti mentre affrontano una donna per non \u00abperdere la faccia\u00bb di fronte agli altri maschi, che possono cos\u00ec mostrare la loro superiorit\u00e0 fisica. Alle pugilesse sono anche rivolti quei commenti sessisti che richiamano la sfera domestica, ad esempio si sente dire che \u00able donne non sono fatte per la boxe ma per prendersi cura dei loro uomini\u00bb, \u00abtornate in cucina\u00bb&#8230; Alle pugilesse sono spesso attribuiti soprannomi e nomignoli che le disqualificano in quanto sportive: \u00abla majo\u00adrette\u00bb, \u00abla pollastra\u00bb o la \u00abragazzina\u00bb. Si tratta di uomini che temono le pugilesse in quanto \u00ab<em>minaccia alla loro virilit\u00e0 e che sono segretamente terrificati dalla perdita della loro specificit\u00e0 derivante dalla riduzione delle differenze tra i sessi<\/em><a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.revue-ballast.fr\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/boxe.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p>(Yann Renoult)<\/p>\n<p><strong>Al di l\u00e0 della questione di genere, nella sua esperienza con la boxe ha fatto delle osservazioni sulle dinamiche di classe? <\/strong><\/p>\n<p>Come i loro omologhi maschili, le pugilesse sono in gran parte delle giovani femmine uscite da contesti popolari. Ma se gli uomini hanno la possibilit\u00e0 di diventare \u00abdegli eroi\u00bb sportivi in quanto pugili di alto livello e perfino di vivere della loro passione, le pugilesse sono ancora troppo poco remunerate e non possono basare la loro vita unicamente sulla riuscita pugilistica. Devono avere una altra attivit\u00e0 professionale. Molte pugilesse non hanno neppure avuto la possibilit\u00e0 di una vera e propria ascensione sociale nonostante il completamento degli studi superiori o nonostante la creazione di imprese parallelamente alla loro carriera sportiva.<\/p>\n<p><strong>A chi pensate?<\/strong><\/p>\n<p>A Gihade Lagmiry o Hayatte Akodad, soprattutto, che sono diventate medici. A Sarah Ourahmoune, Aya Cissoko e Lucie Bertaud, diplomate a Sciences Po. A Estelle Mossely, ingegnere informatico, o ancora a Aziza Oubaita, che ha creato un&#8217;impresa che produce divise da boxe su misura. Come sottolineato dal direttore tecnico nazionale della federazione di boxe Eric Dary durante una conferenza stampa: \u00ab<em>In generale le pugilesse riescono molto bene nella loro vita professionale e nei loro studi. Cosa che accade meno tra gli uomini. Si tratta di donne che hanno un messaggio da trasmettere<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\"><strong>[18]<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Le pugilesse mettono spesso in atto una strategia di resistenza di fronte alle attese sociali indirizzate a una donna proveniente dai contesti dell&#8217;immigrazione e\/o popolari. Bench\u00e9 una maggioranza delle pugilesse siano non-bianche, molte pugilesse bianche hanno fatto delle brillanti carriere nel mondo pugilistico. Penso soprattutto a Val\u00e9rie H\u00e9nin, Lucie Bertaud e Anne-Sophie Mathis. \u00c8 uno stereotipo anche pensare che tutte le pugilesse siano non-bianche e uscite da famiglie immigrate in Francia.<\/p>\n<p>__<\/p>\n<p><strong>Stelly<\/strong>, 18 0 19 anni al momento delle riprese, ha dovuto battersi per proseguire la sua carriera sportiva malgrado le difficolt\u00e0 materiali: ha appena ottenuto lo status di atleta di alto livello.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Stelly\" width=\"474\" height=\"267\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/zboIqoNTdx0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Livia<\/strong>, lavora nella comunicazione. Ha smesso di boxare nel 2012 dopo aver cominciato un nuovo lavoro e non ha pi\u00f9 ripreso. La pratica delle boxe le ha permesso di affrontare diverse tappe della sua vita, tra le quali il suo primo parto.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Lyvia\" width=\"474\" height=\"267\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fYjRi_CcdOs?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nelle fotografie : Natacha Lapeyroux, Boxing Beats, Aubervilliers, par Yann Renoult<\/p>\n<p><a title=\"Pr\u00e9sentation\" href=\"https:\/\/www.revue-ballast.fr\/presentation\/\" target=\"_blank\">Ballast<\/a> \u00e8 una rivista indipendente dai gruppi di stampa e dai partiti politici, creata nel Novembre 2014 da una quarantina di militanti\/volontari francesi e belgi. La rivista \u00e8 in libreria o disponibile in abbonamento, senza pubblicit\u00e0. Settimanalmente sul sito articoli o interviste inedite alimentano il dibattito in modo autonomo rispetto ai numeri cartacei.<\/p>\n<p><strong>Rimandi<\/strong><\/p>\n<p>\u2630\u00a0L&#8217;intervista a\u00a0Micka\u00ebl Correia\u00a0:<a href=\"https:\/\/www.revue-ballast.fr\/mickael-correia-le-football-un-instrument-demancipation\/\">\u00a0\u00ab\u00a0Le foot\u00adball\u00a0: un ins\u00adtru\u00adment d\u2019\u00e9mancipation\u00a0\u00bb<\/a>, aprile 2018<br \/>\n\u2630\u00a0L&#8217;intervista con B\u00e9reng\u00e8re Kolly\u00a0:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.revue-ballast.fr\/berengere-kolly-la-fraternite\/\">\u00ab\u00a0La fra\u00adter\u00adni\u00adt\u00e9 exclut les femmes\u00a0\u00bb<\/a>,\u00a0ottobre 2015<\/p>\n<p>Publicato il 15 febbraio 2020 in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.revue-ballast.fr\/category\/lutter\/feminisme\/\">F\u00e9minisme<\/a>\u00a0da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.revue-ballast.fr\/author\/yannrenoult\/\">Yann Renoult<\/a><\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Istituzione storica per la formazione dell&#8217;\u00e9lite politica ed amministrativa francese ed europea, nota per la sua esclusivit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Erving Goffman,\u00a0<em>Les Arrangements entre les sexes<\/em>, La Dispute, 2002.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Voir Anne Saouter,\u00a0<em>Des femmes et du sport<\/em>, Payot, 2016.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Voir Anne Saouter,\u00a0<em>Des femmes et du sport<\/em>, Payot, 2016.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Christine Mennesson,\u00a0<em>\u00catre une femme dans le monde des hommes, socia\u00adli\u00adsa\u00adtion spor\u00adtive et construc\u00adtion du genre,<\/em>\u00a0L\u2019Harmattan, 2005.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Christine Mennesson,\u00a0<em>Ibid<\/em>.<a href=\"https:\/\/www.revue-ballast.fr\/boxer-contre-le-genre\/#identifier_4_70169\">\u2191<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Ana\u00efs Bouhuon,\u00a0<em>Les Tests de f\u00e9mi\u00adni\u00adt\u00e9 dans les com\u00adp\u00e9\u00adti\u00adtions spor\u00adtives \u2014 Une his\u00adtoire clas\u00ads\u00e9e X<\/em>, iXe, 2012<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Lo\u00efc Wacquant,\u00a0<em>Corps et \u00e2me, car\u00adnets eth\u00adno\u00adgra\u00adphiques d\u2019un appren\u00adti boxeur<\/em>, Agone, 2007.<a href=\"https:\/\/www.revue-ballast.fr\/boxer-contre-le-genre\/#identifier_6_70169\">\u2191<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Vedi <em>Dand\u00e9<\/em>\u00a0d\u2019Aya Cissoko,\u00a0<em>Je me bats dans la vie comme sur le ring<\/em>\u00a0d\u2019Anne-Sophie Mathis o ancora\u00a0<em>Mes com\u00adbats de femme<\/em>\u00a0di Sarah Ourahmoune<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Baillette Fr\u00e9d\u00e9ric, Philippe Liotard,\u00a0<em>Sport\u00a0<\/em><em>&amp;<\/em><em>\u00a0viri\u00adlisme<\/em>, Quasimodo\u00a0<em>&amp;<\/em>\u00a0fils, 1999<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Howard S. Becker,\u00a0<em>Outsiders\u00a0: \u00e9tudes de socio\u00adlo\u00adgie de la d\u00e9viance<\/em>, M\u00e9taili\u00e9, 1985<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Rispetto delle regole, dell&#8217;avversario, dell&#8217;arbitro, apprendimento tecnico, cooperazione tra i praticnati di sport collettivi\u2026<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Eric Dunning, Norbert Elias,\u00a0<em>Sport et civi\u00adli\u00adsa\u00adtion, la vio\u00adlence ma\u00ee\u00adtri\u00ads\u00e9e<\/em>, Fayard, 1994.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> Le Petit Robert, 2012.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> <em>Ibid<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> Davisse Annick, Louveau Catherine,\u00a0<em>Sports, \u00e9cole, soci\u00e9\u00adt\u00e9\u00a0: la dif\u00adf\u00e9\u00adrence des sexes<\/em>, L\u2019Harmattan, 1998.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> Conferenza stampa sull&#8217;annuncio dei campionati nazionali di boxe femminile e del partenariato tra l&#8217;associazione Boxing Beats e lo stadio di Francia, il 17 gennaio 2012 allo Stade deFrance<\/p>\n<p><strong>Nota del traduttore<\/strong>: Diversamente dall&#8217;italiano, il francese prevede un solo lemma per l&#8217;indicazione della qualit\u00e0 biologica dell&#8217;essere femmina, sia le\u00a0qualit\u00e0\u00a0attribuite socialmente all&#8217;essere femmina.\u00a0 Nella traduzione ho quindi alternativamente utilizzato &#8220;femmina&#8221; o &#8220;donna&#8221; in base all&#8217;accezione emergente dal contenuto. \u00c8 quindi una mia interpretazione, del tutto opinabile. L&#8217;uso delle virgole rispetta quello fatto nel testo originale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DISCLAIMER: Intervista inedita per il sito di Ballast\u00a0liberamente tradotta da G. De Angelis con il consenso della rivista. Eventuali errori, imprecisioni e difformit\u00e0 dal contenuto originale sono responsabilit\u00e0 del traduttore, cos\u00ec come la collocazione (l&#8217;ho messa qui perch\u00e9 non avrei saputo dove altro metterla). Intervista di Yann Renoult Qualche anno fa, un fotografo ha seguito &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/2020\/04\/11\/boxare-contro-gli-stereotipi-di-genere\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Boxare contro gli stereotipi di genere<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[74],"tags":[],"class_list":["post-599","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-traduzione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/599","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=599"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/599\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":743,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/599\/revisions\/743"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=599"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=599"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=599"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}