{"id":669,"date":"2021-03-18T18:19:40","date_gmt":"2021-03-18T17:19:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/?p=669"},"modified":"2026-03-15T18:59:20","modified_gmt":"2026-03-15T17:59:20","slug":"covid19-e-lavoro-chi-rischia-di-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/2021\/03\/18\/covid19-e-lavoro-chi-rischia-di-piu\/","title":{"rendered":"Covid19 e lavoro. Chi rischia di pi\u00f9?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;intervento non richiesto di oggi nasce da un&#8217;idea di Lazaro Gamio, <a href=\"https:\/\/www.nytco.com\/press\/new-graphics-editor-in-washington\/\" target=\"_blank\"><em>graphic editor<\/em> del New York Times<\/a>,\u00a0pubblicata con il titolo &#8220;<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/interactive\/2020\/03\/15\/business\/economy\/coronavirus-worker-risk.html\" target=\"_blank\">The Workers Who Face the Greatest Coronavirus Risk<\/a>&#8221;\u00a0il 15 Marzo 2020, praticamente un anno fa<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>In sostanza, mentre in Italia ragionavamo dell&#8217;essenzialit\u00e0 delle produzioni sulla base dei codici ATECO (<a href=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/la-produzione-inarrestabile\/\" target=\"_blank\">qui lo spiegone a firma mia di Marco Marrone su Jacobin Italia<\/a>), sul New York Times compariva un grafico interattivo in cui le professioni venivano posizionate in base a due fattori di rischio contagio: la prossimit\u00e0 con gli altri e la frequenza di esposizione a infezioni e malattie durante il lavoro. Ogni professione veniva rappresentata come un pallino, pi\u00f9 o meno grande in base alla quantit\u00e0 di lavoratori e lavoratrici coinvolti\/e. Non so se quella rappresentazione o quei dati siano mai stata usati per prendere una qualche decisione negli USA, ma sicuramente\u00a0mi sembravano un buon punto di partenza, pi\u00f9 adeguato, o almeno complementare, ai settori merceologici. Infatti, la <a href=\"http:\/\/professioni.istat.it\/sistemainformativoprofessioni\/cp2011\/\" target=\"_blank\">classificazione delle professioni<\/a> riguarda le attivit\u00e0 e prende in considerazione le mansioni effettivamente svolte dai lavoratori e lavoratrici. Per intenderci, lavorare in un supermercato comporta un certo fattore di rischio che sar\u00e0 diverso per chi sta in barriera casse e chi sta in magazzino. O, per stare <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2021\/03\/02\/news\/lettera_rettore-289966792\/\" target=\"_blank\">sull&#8217;attualit\u00e0<\/a>, lavorare nel comparto dell&#8217;istruzione comporta fattori di rischio diversi tra un docente universitario e un\/a maestro\/a di scuola dell&#8217;infanzia. Chiaramente in certi settori la distinzione tra le professionalit\u00e0 impiegate non ha molto senso e il settore \u00e8 una buona <em>proxy<\/em> di quello che c&#8217;\u00e8 dentro, ma descrivere le persone per le merci che producono continua a\u00a0sembrarmi una cosa spesso poco utile, oltre che svilente.<\/p>\n<p>Come dicevo, da questi ragionamenti \u00e8 passato un anno. Se la propongo oggi \u00e8 per due ragioni. La prima \u00e8 che nonostante tutti gli sforzi fatti dalla popolazione in questi 12 mesi, non sembra passato cos\u00ec tanto tempo dal Marzo 2020 e stiamo ancora l\u00ec, con le scuole chiuse e l&#8217;accaparramento per le dosi dei vaccini &#8211; ieri erano le mascherine. La seconda \u00e8 che i dati mi sono arrivati un paio di giorni fa <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p>Di che dati si tratta? In Italia non abbiamo una base informativa come <a href=\"https:\/\/www.onetonline.org\/\" target=\"_blank\">O*net<\/a> negli Stati Uniti. La cosa che pi\u00f9 ci si avvicina \u00e8 il lavoro fatto <a href=\"https:\/\/inapp.org\/it\" target=\"_blank\">dall&#8217;Inapp<\/a>, ex Isfol, insieme ad Istat e che va sotto il titolo di <a href=\"https:\/\/fabbisogni.isfol.it\/\/professioni_raggruppamenti.php?test_abilita=0&amp;div=red&amp;id_categoria=1&amp;id_menu_principale=1&amp;where=PROFESSIONI&amp;testo_percorso=&amp;link_percorso=&amp;testo_subpercorso=&amp;link_subpercorso=\" target=\"_blank\">atlante delle professioni<\/a>.\u00a0 Il sistema, mai aggiornato online &#8211; che io sappia &#8211; permette la navigazione per professioni e ne descrive le specificit\u00e0, tra cui le condizioni e i fattori di rischio. Questa descrizione \u00e8 basata sull&#8217;Indagine Campionaria sulle Professioni (<a href=\"https:\/\/inapp.org\/it\/dati\/ICP\" target=\"_blank\">ICP<\/a>), i cui dati sono stati rilevati attraverso 16.000\u00a0questionari\u00a0raccolti su un campione rappresentativo delle 800 Unit\u00e0 Professionali. Si tratta di dati raccolti nel 2007 e poi aggiornati nel 2013 (su questo arrivo pi\u00f9 avanti).<\/p>\n<p>Tra le variabili disponibili, due sono sovrapponibili a quelle usate da Gamio e riguardano le risposte date a due\u00a0domande\u00a0 &#8220;Quanto spesso il suo lavoro richiede di esporsi a malattie o infezioni?&#8221; e &#8220;Nello svolgimento del suo lavoro quanto \u00e8 fisicamente vicino ad altre persone?&#8221;. In fondo riporto la scala utilizzata.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 quello rappresentato nel grafico interattivo qui sotto (per vedere a tutto schermo click sul tasto in basso a destra).<\/p>\n<div id=\"viz1616072084274\" class=\"tableauPlaceholder\" style=\"position: relative;\"><noscript><a href='#'><img alt=' ' src='https:\/\/public.tableau.com\/static\/images\/Fa\/FattoridirischioperProfessione\/Professione\/1_rss.png' style='border: none' \/><\/a><\/noscript><object class=\"tableauViz\" style=\"display: none;\" width=\"500\" height=\"450\"><param name=\"host_url\" value=\"https%3A%2F%2Fpublic.tableau.com%2F\" \/><param name=\"embed_code_version\" value=\"3\" \/><param name=\"site_root\" value=\"\" \/><param name=\"name\" value=\"FattoridirischioperProfessione\/Professione\" \/><param name=\"tabs\" value=\"no\" \/><param name=\"toolbar\" value=\"yes\" \/><param name=\"static_image\" value=\"https:\/\/public.tableau.com\/static\/images\/Fa\/FattoridirischioperProfessione\/Professione\/1.png\" \/><param name=\"animate_transition\" value=\"yes\" \/><param name=\"display_static_image\" value=\"yes\" \/><param name=\"display_spinner\" value=\"yes\" \/><param name=\"display_overlay\" value=\"yes\" \/><param name=\"display_count\" value=\"yes\" \/><param name=\"language\" value=\"it\" \/><\/object><\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\/\/ <![CDATA[\nvar divElement = document.getElementById('viz1616072084274');                    var vizElement = divElement.getElementsByTagName('object')[0];                    vizElement.style.width='100%';vizElement.style.height=(divElement.offsetWidth*0.75)+'px';                    var scriptElement = document.createElement('script');                    scriptElement.src = 'https:\/\/public.tableau.com\/javascripts\/api\/viz_v1.js';                    vizElement.parentNode.insertBefore(scriptElement, vizElement);\n\/\/ ]]><\/script><br \/>\n<a href=\"https:\/\/public.tableau.com\/profile\/gianluca8297#!\/vizhome\/FattoridirischioperProfessione\/Professione\" target=\"_blank\"><small><i>Apri il grafico in un&#8217;altra finestra<\/i><\/small><\/a><\/p>\n<p><strong>Cosa (e quando) vediamo nel grafico?<\/strong><\/p>\n<p>Esattamente come anticipato, ciascuna\u00a0classe professionale (cos\u00ec si chiamano i gruppi al III digit) \u00e8 collocata in base ai due fattori di rischio individuati e sintetizzati in una scala da 0 a 100, dove 100 \u00e8 il rischio maggiore. Le\u00a0classi professionali hanno dimensioni e colori diversi in base, rispettivamente,\u00a0 al\u00a0peso di ciascuna classe rispetto al totale di lavoratori coinvolti e al\u00a0peso della componente femminile che svolge quella professione. In sostanza, pi\u00f9 il pallino \u00e8 grande, pi\u00f9 persone lavorano in quella posizione, pi\u00f9 il pallino \u00e8 scuro, maggiore \u00e8 la presenza di lavoratrici sul totale degli addetti. A differenza delle condizioni di lavoro descritte sulla base di informazioni raccolte nel 2013, queste ultime due dimensioni sono aggiornate al primo semestre del 2020. Ci dicono, cio\u00e8, ferme restando le condizioni di lavoro, quante persone erano pi\u00f9 o meno esposte\u00a0all&#8217;inizio della fase pandemica.<\/p>\n<p>Il limite temporale \u00e8 una questione rilevante. Da un lato \u00e8 opportuno chiedersi se una descrizione delle condizioni di lavoro raccolte nel 2013 sia o meno valida anche per il 2020 (non parlo appositamente di 2021). Di sicuro sar\u00e0 cos\u00ec in alcuni ambiti, ma di certo non lo sar\u00e0 in altri. L&#8217;ipotesi \u00e8 che i valori medi al dettaglio utilizzato (classe professionale) possano essere meno suscettibili alle innovazioni dei dettagli maggiori, come le unit\u00e0 professionali, ma per dirlo con pi\u00f9 certezza servono dati aggiornati, che non abbiamo. Dall&#8217;altro, il limite temporale pu\u00f2 rappresentare un vantaggio, poich\u00e9 costituisce una fotografia pre-covid, quindi della situazione\u00a0pi\u00f9 probabile\u00a0all&#8217;avvio della fase pandemica. C&#8217;\u00e8 poi da dire che lo stesso metodo \u00e8\u00a0stato stato utilizzato anche nel rapporto\u00a0Inapp\u00a0 &#8220;<a href=\"https:\/\/oa.inapp.org\/xmlui\/bitstream\/handle\/123456789\/656\/INAPP_Lavoratori_a%20rischio_contagio_Covid-19_e_misure_contenimento_PB_16_2020-4.pdf?sequence=1&amp;isAllowed=y\" target=\"_blank\">LAVORATORI A RISCHIO DI CONTAGIO DA COVID-19 E MISURE DI CONTENIMENTO DELL\u2019EPIDEMIA<\/a>&#8220;. Ora, nel rapporto non si capisce se hanno utilizzato un qualche aggiornamento, pare di no,\u00a0 ma in ogni caso mi \u00e8 sembrato un tentativo interessante.<\/p>\n<p>Il secondo passaggio che propongo \u00e8 sintetizzato nei grafici qui sotto, in cui le stesse informazioni sono state raggruppate per settore ATECO, al secondo digit. In questo caso, ogni settore \u00e8 collocato in base alla media dei valori di H21 e H29 relativi alle classi professionali che lo compongono. Ho poi inserito in un secondo grafico, visibile cliccando sulla seconda scheda in alto a sinistra, il peso della componente femminile in ciascun settore.<\/p>\n<div id=\"viz1616077391788\" class=\"tableauPlaceholder\" style=\"position: relative;\"><noscript><a href='#'><img alt=' ' src='https:\/\/public.tableau.com\/static\/images\/Co\/Condizionidirischio\/Inc_Femminile\/1_rss.png' style='border: none' \/><\/a><\/noscript><object class=\"tableauViz\" style=\"display: none;\" width=\"300\" height=\"150\"><param name=\"host_url\" value=\"https%3A%2F%2Fpublic.tableau.com%2F\" \/><param name=\"embed_code_version\" value=\"3\" \/><param name=\"site_root\" value=\"\" \/><param name=\"name\" value=\"Condizionidirischio\/Inc_Femminile\" \/><param name=\"tabs\" value=\"yes\" \/><param name=\"toolbar\" value=\"yes\" \/><param name=\"static_image\" value=\"https:\/\/public.tableau.com\/static\/images\/Co\/Condizionidirischio\/Inc_Femminile\/1.png\" \/><param name=\"animate_transition\" value=\"yes\" \/><param name=\"display_static_image\" value=\"yes\" \/><param name=\"display_spinner\" value=\"yes\" \/><param name=\"display_overlay\" value=\"yes\" \/><param name=\"display_count\" value=\"yes\" \/><param name=\"language\" value=\"it\" \/><\/object><\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\/\/ <![CDATA[\nvar divElement = document.getElementById('viz1616077391788');                    var vizElement = divElement.getElementsByTagName('object')[0];                    vizElement.style.width='100%';vizElement.style.height=(divElement.offsetWidth*0.75)+'px';                    var scriptElement = document.createElement('script');                    scriptElement.src = 'https:\/\/public.tableau.com\/javascripts\/api\/viz_v1.js';                    vizElement.parentNode.insertBefore(scriptElement, vizElement);\n\/\/ ]]><\/script><br \/>\n<a href=\"https:\/\/public.tableau.com\/profile\/gianluca8297#!\/vizhome\/Condizionidirischio\/Inc_Femminile\" target=\"_blank\"><small><i>Apri il grafico in un&#8217;altra finestra<\/i><\/small><\/a><\/p>\n<p><strong>Proviamo adesso a dare una lettura di insieme.<\/strong><\/p>\n<p>In questa seconda rappresentazione vediamo come i settori pi\u00f9 esposti, sono quelli che normalmente sono riferibili al <em>care, <\/em>la cura<em>, il <\/em>sanitario e socio-assistenziale. Sono infatti i settori in cui maggiore \u00e8 la presenza di professioni fortemente esposte, come le Professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali, i Medici, i Tecnici della salute e le professioni non qualificate nei servizi sanitari ed educativi. Li vediamo tutti insieme nel primo grafico, nella zona in alto a destra. Vediamo anche come l&#8217;incidenza femminile sia tra le pi\u00f9 alte nel mercato del lavoro, diminuisce solo tra i medici, dove arriva al 44,4%, ben al di sotto dei valori che vanno tra il 70 e il 90% delle altre professioni, ma anche pi\u00f9 basso del 65% rilevato per l&#8217;intero settore sanitario. Non posso entrare nel\u00a0merito di questa osservazione. Mi\u00a0scapperebbe\u00a0da dire che si tratta degli esiti della discriminazione di genere nelle case, ma anche del mercato del lavoro e di un sistema di welfare che concorre, con quello educativo, a contrastare l&#8217;emancipazione femminile dal doversi prendere cura di qualcuno o qualcosa, ma poi so gi\u00e0 che aprirei un vaso di Pandora infinito che non sarei in grado di richiudere.\u00a0Piuttosto, tornando a quanto rappresentato, mi pare interessante notare che quelli sanitario e socio-assistenziale sono anche i settori in cui sono stati denunciati pi\u00f9 infortuni COVID-19. Il <a href=\"https:\/\/www.inail.it\/cs\/internet\/comunicazione\/covid-19-prodotti-informativi\/report-covid-19.html\" target=\"_blank\">bollettino Inail<\/a>, mensile, indica che da inizio pandemia il 64,6% degli infortuni COVID-19 (i contagi in occasione da lavoro) sono riconducibili al settore nel settore Q (sanit\u00e0, socio assistenziale). Potrebbero essere anche maggiori se si considera che i medici non sono assicurati tramite l&#8217;Inail. Il rapporto Inail fornisce anche\u00a0un&#8217;altra osservazione pertinente a queste considerazioni e cio\u00e8 il fatto che il 69,6% degli infortuni denunciati \u00e8 riferibile a lavoratrici.<\/p>\n<p>Stando alla rappresentazione dei settori, quello dell&#8217;Istruzione \u00e8 il secondo pi\u00f9 esposto. Si tratta per\u00f2 di un settore composito. Come anticipato va dal maestro\/a della primaria, fino a docenti universitari.\u00a0Due classi professionali che sono nettamente distinte nel primo grafico. Il primo \u00e8 ben visibile sulla destra del grafico, il secondo va cercato nella zona con maggiore concentrazione e in particolare lo si individua all&#8217;altezza di H21 = 42,05 e H29 = 7,06, ovviamente molto pi\u00f9 chiaro del primo, visto che qui l&#8217;incidenza femminile \u00e8 pari al 37,4%, mentre tra i docenti di scuola primaria e secondaria \u00e8 del 97%. A differenza del socio-sanitario, nelle statistiche Inail l&#8217;istruzione \u00e8 in fondo al grafico con lo 0,7% di infortuni denunciati a Gennaio 2021.<\/p>\n<figure id=\"attachment_687\" aria-describedby=\"caption-attachment-687\" style=\"width: 474px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/2021\/03\/18\/covid19-e-lavoro-chi-rischia-di-piu\/schermata-2021-03-19-alle-09-27-23\/\" rel=\"attachment wp-att-687\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-687\" src=\"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Schermata-2021-03-19-alle-09.27.23-1024x609.png\" alt=\"Distanza tra docenti universitari e personale docente scuola primaria e secondaria\" width=\"474\" height=\"282\" srcset=\"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Schermata-2021-03-19-alle-09.27.23-1024x609.png 1024w, https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Schermata-2021-03-19-alle-09.27.23-300x179.png 300w, https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Schermata-2021-03-19-alle-09.27.23-768x457.png 768w, https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Schermata-2021-03-19-alle-09.27.23-1536x914.png 1536w, https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Schermata-2021-03-19-alle-09.27.23-2048x1219.png 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-687\" class=\"wp-caption-text\">Distanza tra docenti universitari e personale docente scuola primaria e secondaria<\/figcaption><\/figure>\n<p>Chiaramente le chiusure e la didattica a distanza hanno inciso sul contenimento dei contagi in occasione di lavoro, cos\u00ec come per altri settori che si caratterizzano per un&#8217;elevata esposizione, ma scarso numero di denunce. Tra questi c&#8217;\u00e8 quello dei servizi personali. Anche in questo caso l&#8217;incidenza femminile \u00e8 molto alta, ma chiusure da una parte ed elevata incidenza di lavoro irregolare dall&#8217;altra (l&#8217;Istat stima per il settore degli altri servizi una media del 23% di lavoro non regolare nel 2018), tengono il comparto ben lontano dal destare preoccupazioni sanitarie. Si aggiunga a questo che una classe professionale o un settore pu\u00f2 essere omogenea per le attivit\u00e0 svolte o i beni venduti, ma non per le caratteristiche contrattuali. Si pensi al socio-sanitario e che l\u00ec ci sono i dipendenti pubblici e quelli delle cooperative sociali &#8211; per dirne una.<\/p>\n<p>Continuando il raffronto, nelle statistiche dell&#8217;Inail il secondo comparto con pi\u00f9 denunce \u00e8 quello dell&#8217;amministrazione pubblica (9,2%) di infortuni denunciati. Si tratta di un settore che stando ai dati elaborati non sembrerebbe cos\u00ec tanto esposto (H21 = 49,6 e H29 = 6,8), ma in quel settore c&#8217;\u00e8 anche tutto il\u00a0pezzo delle forze armate e di vigilanza oltre che quello degli sportelli aperti al pubblico e andando a cercare le singole unit\u00e0 professionali troveremmo alcune di queste proprio nell&#8217;area di destra del primo grafico, quella insomma di maggior esposizione.<\/p>\n<p>Le letture dei dati potrebbero proseguire, ma una descrizione infinita non \u00e8 lo scopo\u00a0di questo post. L&#8217;obiettivo, piuttosto, era e rimane quello di dare la possibilit\u00e0, a chi ne avesse bisogno, di avere qualche strumento in pi\u00f9 per rivendicare un diritto o prendere una decisione.\u00a0Obiettivo che \u00e8 andato via via sovrapponendosi all&#8217;esigenza di mostrare\u00a0le\u00a0difficolt\u00e0 e le ambiguit\u00e0 conoscitive dovute a basi\u00a0informative che restano poco curate\u00a0o comunque poco accessibili. Ci\u00f2 \u00e8 vero anche quando tali strumenti potrebbero giocare un ruolo significativo nel processo di <em>policy. <\/em>Non perch\u00e9 la politica debba essere, ancora pi\u00f9 di cos\u00ec, una questione tecnica,\u00a0ma perch\u00e9 possa ridursi il rischio di politiche e decisioni inconsapevoli.<\/p>\n<p><strong>Questioni di metodo<\/strong><\/p>\n<p>Come anticipato, qui riporto alcune osservazioni di metodo, necessarie a chi volesse approfondire o magari ripartire da qui per fare altro o lo stesso, meglio.<\/p>\n<p>Diversamente dal lavoro di Gamio, ho usato le professioni identificate al terzo digit, che sono degli aggregati. Due le ragioni. La prima, meno rilevante, \u00e8 che gi\u00e0 cos\u00ec il grafico mi sembrava\u00a0fin troppo popolato. La seconda, pi\u00f9 importante, \u00e8 che al terzo digit \u00e8 possibile fare il match con i micro-dati della rilevazione continua delle forze di lavoro dell&#8217;Istat e quindi aggiornare le informazioni con numerosit\u00e0 della popolazione e sesso. L&#8217;aggregazione al III digit \u00e8 il valore medio dei valori assunti da H21 e H29 al V digit.<\/p>\n<p>I dati mostrati per settore sono invece la media dei valori di H21 e H29 assunti per le professioni di ciascun settore al secondo digit (ATE2D).<\/p>\n<p>I dati della&#8217;Indagine delle Professioni sono quelli <a href=\"https:\/\/inapp.org\/it\/dati\/accesso_micro_file\" target=\"_blank\">pubblici<\/a>, forniti dall&#8217;Inapp insieme ai metadata dove troviamo\u00a0la &#8220;chiave di lettura&#8221; in centesimi delle modalit\u00e0 delle variabili\u00a0H21 e H29:<\/p>\n<table width=\"695\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"205\">Variabile<\/td>\n<td width=\"147\">Nome scala<\/td>\n<td width=\"71\">Valore<\/td>\n<td width=\"272\">Modalit\u00e0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td rowspan=\"5\" width=\"205\">H21 &#8211; Vicinanza fisica ad altre persone nello svolgimento del lavoro<\/td>\n<td>vicinanza<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>1 &#8211; Non lavoro vicino ad altre persone<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>vicinanza<\/td>\n<td>25<\/td>\n<td>2 &#8211; Lavoro con altri ma non vicino (es. ufficio privato)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>vicinanza<\/td>\n<td>50<\/td>\n<td>3 &#8211; Appena vicino (es. stanza condivisa con altri)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>vicinanza<\/td>\n<td>75<\/td>\n<td>4 &#8211; Moderatamente vicino (es. a distanza di un braccio)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>vicinanza<\/td>\n<td>100<\/td>\n<td>5 &#8211; Molto vicino (es. quasi a contatto)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td rowspan=\"5\" width=\"205\">H29 &#8211; Frequenza esposizione a malattie o infezioni<\/td>\n<td>frequenza<\/td>\n<td>0<\/td>\n<td>1 &#8211; Mai<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>frequenza<\/td>\n<td>25<\/td>\n<td>2 &#8211; Una o pi\u00f9 volte l&#8217;anno<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>frequenza<\/td>\n<td>50<\/td>\n<td>3 &#8211; Una o pi\u00f9 volte al mese<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>frequenza<\/td>\n<td>75<\/td>\n<td>4 &#8211; Una o pi\u00f9 voltre alla settimana<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>frequenza<\/td>\n<td>100<\/td>\n<td>5 &#8211; Ogni giorno<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Parte dei materiali e dei ragionamenti qui raccolti sono\u00a0nati come tentativi di risposta\u00a0alle domande di CC, giornalista.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> In realt\u00e0 l&#8217;Inapp \u00e8 stato velocissimo nell&#8217;invio, solo che la diffusione dei dati \u00e8 disponibile da circa un paio di settimane.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;intervento non richiesto di oggi nasce da un&#8217;idea di Lazaro Gamio, graphic editor del New York Times,\u00a0pubblicata con il titolo &#8220;The Workers Who Face the Greatest Coronavirus Risk&#8221;\u00a0il 15 Marzo 2020, praticamente un anno fa[1]. In sostanza, mentre in Italia ragionavamo dell&#8217;essenzialit\u00e0 delle produzioni sulla base dei codici ATECO (qui lo spiegone a firma mia &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/2021\/03\/18\/covid19-e-lavoro-chi-rischia-di-piu\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Covid19 e lavoro. Chi rischia di pi\u00f9?<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":687,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41,16,6],"tags":[],"class_list":["post-669","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-intervento","category-lavoro","category-ricerca"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/669","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=669"}],"version-history":[{"count":24,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/669\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":698,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/669\/revisions\/698"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/media\/687"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=669"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=669"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdeangelis.eu\/index\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=669"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}