EDIT: per ragioni indipendenti dalla mia volontà, le previsioni non sono più visibili in chiaro.
Mentre la conta dei danni e delle vittime per le frane e le inondazioni in Abruzzo, Molise e nel Sud Italia sono ancora incomplete, l’arrivo della primavera comporta i primi innalzamenti dei livelli di rischio caldo per chi lavora.
Come per i dati dell’archivio 2025, anche i dati previsionali di cui discuto qui sono quelli di Worklimate2.0, il progetto di CNR-Ibe e Inail che consente di rintracciare, giorno per giorno, le aree di rischio per chi lavora al sole e svolgendo attività fisica intensa. Il sistema, come già visto nel precedente post è basato sull’indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature – UNI EN ISO 7243) mediato per alcune specifiche condizioni lavorative (come ad esempio l’utilizzo di DPI).
Oltre al meritorio contributo alla cultura della sicurezza sul posto di lavoro, lo strumento è divenuto centrale nella prevenzione del rischio in virtù delle ordinanze regionali che lo prendono a riferimento sul piano normativo.
L’ultima per l’Emilia-Romagna è entrata in vigore il 30 giugno 2025, con validità dal 2 luglio al 15 settembre. L’impianto è analogo a quello adottato nelle altre regioni – si veda il quadro nazionale nel report dedicato. In estrema sintesi e come spiegato sul sito della Regione Emilia-Romagna, la delibera dispone il «divieto di lavorare tra le ore 12.30 e le 16, nei cantieri edili, in agricoltura, nel florovivaismo e nei piazzali della logistica, in condizioni di esposizione prolungata al sole e svolgendo attività fisica intensa, nei giorni e nelle aree in cui le mappe nazionali online del rischio segnalino un livello ‘ALTO’.».
È da qui che deriva l’esigenza di accesso ai dati in formati più specifici di quelli proposti nel sito ufficiale di Worklimate2.0. Nel post dedicato ai dati di archivio ho spiegato l’esigenza, secondo la chiave della tutela individuale, di avere un dato più puntuale (granulare – si dice in gergo) rispetto alle mappe di rischio fornite. Il sistema consente infatti il recupero dei livelli di rischio per una certa località e per un periodo a scelta, ma non permette di osservare i livelli di rischio in più località contemporaneamente. Il problema c’è anche con il meccanismo che permette di recuperare le previsioni. Anche in questo caso, la previsione osservabile è quella per un solo comune o località specifica. Questo va bene per l’impresa o per il singolo lavoratore o lavoratrice che dovesse decidere di conoscere le condizioni attese per il luogo in cui dovrà andare a lavorare, ma non consente, ad esempio, un monitoraggio più ampio e tale da coinvolgere più siti produttivi, esigenza che invece è propria di chi si occupa di prevenzione e di vigilanza.
Per questo, dopo aver studiato (spippolato – si dice in gergo) il funzionamento del sito, ho costruito una mappa dell’Emilia-Romagna con le previsioni disponibili su tre giorni (gli stessi del sito ufficiale) per le singole località (6.642) dell’Emilia-Romagna.
Ora, prima di passare alla mappa, vale la pena soffermarsi su due aspetti. Il primo è facile: questo applicativo non sostituisce in nessun modo quelli ufficiali di worklimate2.0. Il motivo sta nel secondo aspetto, più tecnico, e riguarda il concetto di località per come lo uso qui, che è poi lo stesso usato dall’Istat. In sostanza si tratta di aree subcomunali che si distinguono in centri abitati, nuclei abitati, località produttive e case sparse. Ad eccezione delle «Case sparse» – su cui torno a breve, sul piano cartografico le località sono quei poligoni più piccoli delle aree amministrative classiche, come ad esempio i comuni. Nell’immagine in basso si vede bene come oltre alla località principale del comune di Ferrara esistano altri poligoni più piccoli, che assumono in molti casi una colorazione diversa dal giallo di Ferrara.

Nel particolare, ho selezionato la località Focomorto, sul canale diversivo del Po’ di Volano, che evidenzia per il 6 aprile un rischio Moderato (arancione), più elevato rispetto a quello di Ferrara centro.
Questa visualizzazione è basata sulle località abitate (centri e nuclei) e produttive, senza quelle denominate case sparse. Le Case sparse, infatti, altro non sono che tutte le aree che non rientrano nelle prime tre dello stesso comune. Per comprenderci, in Emilia-Romagna ci sono 330 comuni, suddivisi in 6.342 località, di cui 330 sono classificate come case sparse. Nelle mappe ho impostato in basso una checkbox che permette l’esclusione delle località case sparse, perché sebbene utili per uno sguardo complessivo su una certa area, complicano la lettura dettagliata.

Nell’immagine in alto è proposta la stessa visualizzazione precedente, ma con le località case sparse. In questo caso la colorazione del livello è arancione, come quello di alcune località minori tra cui appunto Focomorto. Ma è diversa da quella del comune di Ferrara, che invece appare in giallo. La ragione è legata alla definizione della posizione che interroga il sistema previsionale.
Quando anche sul sito di Worklimate inseriamo un comune o una località o un indirizzo, quello che il sistema fa è tradurre quella indicazione delle coordinate geografiche del punto corrispondente. Ora, se inseriamo un indirizzo con tanto di civico, il punto sarà con buona approssimazione quello effettivamente richiesto, mentre nel caso indicassimo delle aree, come appunto un comune, una località, una provincia o una regione, il sistema prenderà come riferimento il centroide del poligono, ovvero il punto che risulta dalla media delle coordinate degli altri punti. Nel caso specifico, il centroide della località case sparse di Ferrara è collocato in una zona a rischio moderato, da qui la colorazione arancione estesa all’intero poligono e che rende il centro di Ferrara una specie di isola gialla in un mare arancione.
Nell’immagine in basso ho interrogato il sito Woklimate2.0 inserendo nella query l’intera Emilia-Romagna. Le previsioni indicano un livello di rischio basso, ma è chiaro che non possono essere prese in considerazione come previsioni regionali. Infatti, il punto utilizzato per identificare la regione è quello che corrisponde a Savignano sul Panaro, evidentemente il centroide del poligono regionale.
Più in generale, e questa è la ragione per cui a fare fede è comunque il sito ufficiale worklimate2.0, il centroide calcolato a partire dai dati Istat potrebbe non essere lo stesso calcolato da OpenStreetMap, usato dal sito ufficiale. Ciò potrebbe portare a discrepanze.

Tutto ciò premesso, in basso c’è l’anteprima della mappa delle previsioni, ovviamente la si vede meglio per intero.
Due Avvertenze: 1) la previsione si aggiorna alle ore 01:00 del mattino, poi esegue un aggiornamento alle 06:00, infine, uno alle 13:00. L’aggiornamento dura circa 2 ore, quindi i dati saranno presentati con un ritardo di circa 120 minuti. Gli aggiornamenti non coincidono con quelli previsti da Worklimate, quindi potrebbero esserci delle discrepanze. 2) La memorizzazione della cache potrebbe impedire la visualizzazione degli aggiornamenti successivi al primo visualizzato nella giornata. Per una visualizzazione corretta della pagina si consiglia la visita impostando il browser “in incognito”.
Per vederla intera, apri un’altra finestra, click qui.
Pur essendo di chiaro interesse sindacale e di ricerca sindacale, al momento queste applicazioni non rientrano in un progetto specifico. Sono più che altro in una fase di test. Le sto sviluppando infatti per testarne la fattibilità e l’utilizzo, prima di formalizzare il tutto (in questo senso i commenti sono ben accetti). Questa è la principale ragione per cui sono ospitate su questo sito, privato. C’è poi un’altra ragione, più tecnica, e riguarda il fatto che queste proiezioni sono il risultato di script che lavorano lato server per tenere il tutto aggiornato in automatico. Ciò significa che senza l’intervento di qualcuno che abbia piena contezza di cosa stia facendo, almeno più piena della mia, che siano ospitate su una pagina di poca importanza limita di molto l’entità dei disastri che potrei combinare.